martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: risultati in movimento




Inutile girarci intorno, i risultati di queste elezioni hanno lasciato tutti a bocca aperta, e qualcuno anche a bocca asciutta, vedi Fini/Di Pietro.
Le certezze che emergono sono queste:
  • Berlusconi è in realtà un Super Sayan, ogni volta che rischia di soccombere, infatti, ne esce più forte di prima, e non importa se promette asini che volano o inattuabili rimborsi IMU,  qualcuno che lo vota lo trova sempre
  • il Movimento 5 Stelle ha fatto capire alla gente che esiste un modo diverso di fare politica, e soprattutto che con i media giusti si può anche diventare il primo partito italiano senza spendere fantastilioni di soldi pubblici.
  • il PD, sebbene passi per intellettuale, non ha mai letto Cronaca di una morte annunciata, e soprattutto riesce incredibilmente a perdere pure quando vince.
Per quanto riguarda le consapevolezze direi che il dato più sorprendente è quello di Grillo, da armata Brancaleone si è trasformato nel Barcellona di Messi, e tanti saluti ai cari vecchi partiti. Fatevene una ragione, perché per quanto le idee del Movimento 5 Stelle possano essere condivise o meno, da oggi le carte in tavola sono cambiate, la gente si è rotta le scatole delle solite facce, delle solite promesse (fatta eccezione per gli asini volanti di Berlusconi, quelli non passano mai di moda), e, in sintesi, del solito modo di fare politica.
Un discorso a parte meritano Ingroia, Di Pietro, Fini e Casini: avete perso, siete pregati di non ritentare, non sarete più fortunati.
Oscar Giannino, dopo aver festeggiato la laurea con una degna festa, pare che ora voglia cercare lavoro come controfigura di Radetzky.
Per il prossimo futuro sinceramente non so cosa aspettarmi, spero solo si sbrighino a fare una legge elettorale degna di un paese democratico, e magari anche una sul conflitto di interessi visto che sono tipo 15 anni che se ne parla ma ogni volta che si forma un governo viene, stranamente, lasciata cadere nel dimenticatoio.
E in tutto questo non dimentichiamoci che il povero Bersani ancora sta cercando di ritrovare il suo giaguaro: vi prego, di cuore, aiutatelo.
Vi saluto con un’ultima considerazione: in un’intervista inedita rilasciata a Fortune nel 1989, e pubblicata qualche giorno fa dal Fatto Quotidiano, Alberto Sordi diceva:
“ho elencato un sacco di difetti degli italiani. Ma io voglio bene a questi italiani incapaci di governarsi da soli. Non è colpa loro, ricordatelo. Sono così perché non hanno mai avuto grandi esempi da seguire e grandi leader di cui fidarsi”
E se dopo 24 anni siamo ancora alla ricerca di un esempio da seguire, la situazione di oggi è cambiata parecchio: il Papa si è dato, il Governo anche, e pure il Capo della Polizia non se la passa benissimo...a quando i Cavalieri dell’Apocalisse?

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